Sono 2.068 le ispezioni sul lavoro in Liguria arrivate a conclusione nel 2025, di cui 1.480 pari al 71,6% sono risultate irregolari, quelle legate alla salute e alla sicurezza sul lavoro sono state 795 e hanno riscontrato 1.356 violazioni per un tasso di irregolarità dell’88,7% che raggiunge il 98,5% nell’industria.
Gli importi contestati per contributi previdenziali e premi assicurativi non versati ammontano a 4,1 milioni evasi.
La fotografia emerge dai dati 2025 relativi alle ispezioni sul lavoro recentemente pubblicati dall’Ispettorato nazionale del lavoro e rielaborati dal responsabile dell’ufficio Economico della Cgil Liguria Marco De Silva.
“I dati sono estremamente preoccupanti e riguardano la qualità del sistema produttivo di cui tutti si vantano e mettono a nudo un sistema basato su precarietà e bassi salari e oggi si scopre anche su una altissima evasione ai danni di Inps e Inail”, denuncia il segretario generale della Cgil Liguria Maurizio Calà alla vigilia della Giornata mondiale per la salute e sicurezza sul lavoro.
“Non ci sarà soluzione al problema di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro senza maggiori controlli e un apparato dello Stato che non deve essere solo repressivo, ma deve fare prevenzione – rimarca Calà -. Servono risorse economiche e umane per potenziare le Asl territoriali, gli uffici di Inps, Inail, l’Ispettorato e serve un concreto coordinamento tra tutti gli enti. Le aziende devono sapere che possono essere controllate perché se in un anno in Liguria si fanno solo 2 mila ispezioni a fronte di 132.857 imprese attive significa per una impresa avere la quasi certezza di non essere controllata”.
Per quanto riguarda le ispezioni sulla salute e sulla sicurezza sul lavoro il tasso di irregolarità dell’88,7% del sistema produttivo ligure è più alto sia della media del Nord al 75,2%, sia della media nazionale all’82,1%. Secondo la Cgil Liguria è “la conseguenza diretta di un mercato del lavoro con un settore terziario in continuo aumento, con la rincorsa all’appalto e al subappalto e dove la precarizzazione del lavoro sta mostrando il vero volto”.
Ansa










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