La Procura di Genova chiede il fallimento dell’azienda di trasporto pubblico Amt, che gestisce bus, metropolitana e impianti di risalita nel capoluogo ligure, per un debito complessivo di oltre 200 milioni.
Lo riporta l’edizione odierna de ‘Il Secolo XIX’ ricordando che la stessa Amt “aveva richiesto una serie di misure protettive nell’ambito della procedura di composizione negoziata” della crisi aziendale.
Si tratta d’una sorta di ‘scudo’ temporaneo concesso dal tribunale fallimentare per quattro mesi e prolungabile per altri quattro, periodo in cui la società non può essere dichiarata fallita nonostante una specifica istanza sia stata chiesta da Menarini Spa, azienda produttrice di autobus che vanta un credito di 2,7 milioni.
Tra le criticità di Amt secondo il documento presentato dai magistrati vi sono 101 milioni di debiti verso fornitori o Comuni azionisti, 56 milioni nei confronti delle banche, 28 milioni verso i dipendenti sotto forma di accantonamento Tfr, senza dimenticare i 9 milioni di debiti fiscali e previdenziali e altri 4 milioni verso le assicurazioni.
Sull’istanza della Procura è stata fissata un’udienza giovedì 12 febbraio davanti al giudice fallimentare. Ad oggi Amt non ha ancora approvato né il bilancio consolidato 2024 né il preventivo 2025. Il fascicolo conoscitivo è coordinato direttamente dal responsabile del pool che si occupa di reati finanziari Marcello Maresca e dal procuratore capo Nicola Piacente.
E fra gli elementi che lo hanno corroborato vi è stato in particolare il licenziamento dell’ex presidente e direttrice generale di Amt Ilaria Gavuglio: nella lettera finita agli atti il neo-consiglio d’amministrazione le addebita “gravi irregolarità gestionali, omissioni e condotte che hanno inciso negativamente sul corretto funzionamento aziendale e sull’equilibrio economico-finanziario, nonché sulla trasparenza e veridicità delle informazioni contabili fornite ai soci, al consiglio d’amministrazione, agli organi di controllo e agli enti ai quali era ed è demandato il medesimo controllo”. Nelle scorse settimane è stato inoltre sentito dagli investigatori il nuovo presidente Federico Berruti, ma il contenuto dell’audizione resta al momento riservato.
“Che la situazione di Amt fosse grave lo diciamo da giugno, non credo che per capirlo ci fosse bisogno di attendere il parere della Procura, che peraltro non è un’istanza di fallimento, è il parere che la Procura rende in una delle istanze di fallimento depositate dai creditori, perché dal mese di ottobre in avanti ci sono creditori che hanno depositato istanze di liquidazione giudiziale”. Così il vicesindaco di Genova Alessandro Terrile commenta la richiesta di fallimento dell’azienda di trasporto pubblico Amt avanzata dalla Procura di Genova per un debito complessivo di oltre 200 milioni.
“Che la Procura dica che ci sono le condizioni per il fallimento è un fatto, peraltro sulla base di due ulteriori elementi – continua Terrile -. Cioè gli ingenti debiti accumulati da Amt, su cui noi non abbiamo mai fatto misteri, anzi, addirittura siamo stati accusati di esagerare con la trasparenza che avrebbe fatto male ad Amt, e invece purtroppo è la gestione dissennata degli anni passati che ha fatto male ad Amt. E il fatto che non sia stato approvato il bilancio 2024”.
“Il documento della Procura del 9 dicembre è sostanzialmente superato o comunque congelato dal provvedimento del tribunale fallimentare che il 24 dicembre ha accordato le misure protettive – spiega il vicesindaco -. Cioè sulla base del piano di risanamento presentato da Amt, l’azienda secondo il tribunale deve avere il tempo di attuarle”.
“Vuol dire che dobbiamo andare avanti con il piano di risanamento, sapendo che se qualcuno aveva qualche dubbio sul fatto che la crisi ci sia o meno, che sia grave o meno, oggi possiamo dire con grande chiarezza che la crisi c’è ed è grave – evidenzia Terrile -. Non abbiamo alcun dubbio dal 23 giugno e siamo al lavoro per risolvere la situazione. Quindi passo dopo passo nelle prossime settimane ci sarà l’approvazione del bilancio 2024 e poi l’attuazione del piano di risanamento con tutte le istituzioni che devono concorrere al risanamento”.
Ansa










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