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Con il passare dei minuti i ragazzi assiepati fuori dell’Istituto Domenico Chiodo della Spezia, dove venerdì scorso è stato accoltellato a morte il diciottenne Abanoud Youssef, sono diventati centinaia.

Non solo dell’Ipsia, ma anche del liceo Mazzini, del Fossati, e degli altri istituti superiori della città.

Un gruppo si è piazzato di fronte all’ingresso. Non hanno zaini, ma cartelloni che accusano direttamente la scuola: “I prof sono complici” si legge su uno di questi.

Poco dopo le 8 una ragazza è salita in spalla di un compagno e ha attaccato un foglio con la scritta “Vogliamo giustizia” sull’ingresso, poi ha chiuso le porte. Dall’altra parte un collaboratore scolastico le ha spalancate nuovamente: “È un luogo pubblico e le porte devono rimanere aperte”. Interviene la Digos a placare gli animi, alcuni ragazzi si allontanano visibilmente agitati. Altri si accalcano all’ingresso e sollevano altri manifesti, mentre le forze dell’ordine hanno già placcato gli animi. Nessuno è entrato.

Ansa

admin

La Spezia, Atif resta in carcere dopo la morte di Abanoub Youssef

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