“La scuola che esclude è incostituzionale”. È il messaggio impresso sullo striscione srotolato in piazza della Meridiana a Genova, a pochi passi dalla scuola Daneo, dove genitori e insegnanti si sono radunati in presidio per contestare la rimozione del cartello multilingue “qui nessun* è stranier*”, rimosso la scorsa settimana dalle forze dell’ordine all’ingresso dell’istituto.
L’iniziativa, nata in opposizione alle direttive del decreto ministeriale sul tetto agli studenti stranieri, ha visto la partecipazione di centinaia di persone, affiancate da associazioni, comitati territoriali, ordini professionali e rappresentanti politici dell’area progressista.
“Chiediamo di tutelare lo spazio dei nostri bambini”, evidenzia Francesca Pastore, legale e presidente dell’associazione dei genitori della Daneo, ricordando che la manifestazione si è svolta mentre gli alunni erano regolarmente in aula con i docenti, in risposta alle accuse di strumentalizzazione avanzate dal ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara. “Come comunità educante ribadiamo i principi della Costituzione. L’inclusione è una pratica attiva quotidiana e la presenza di studenti con differenti origini rappresenta una ricchezza per il percorso di apprendimento”.
Al presidio è giunto anche il sostegno dell’Ordine degli Psicologi della Liguria, che ha richiamato l’attenzione sull’impatto dei cambiamenti nei contesti educativi sulle fasi di crescita dei giovani, sottolineando il rispetto del diritto all’istruzione e dell’uguaglianza sanciti dall’articolo 34 della Costituzione.










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