Un’articolata attività investigativa condotta dai funzionari dell’Ufficio Antifrode dell’Agenzia delle Dogane e coordinata dalla Procura di Genova ha portato alla luce un’organizzazione criminale specializzata nell’importazione e nella commercializzazione illecita di prodotti chimici e additivi per carburanti. L’operazione ha consentito di accertare una imponente evasione di imposte, IVA e accise per un valore superiore ai quindici milioni di euro.
Le indagini, svolte nell’arco di oltre un anno attraverso complesse analisi finanziarie, intercettazioni, perquisizioni ed esami informatici forensi, hanno ricostruito il sistema fraudolento ideato dal gruppo. L’organizzazione operava con base decisionale nel Tigullio e si avvaleva di una rete societaria costituita da un’azienda italiana e da due entità straniere esistenti solo sulla carta, con sedi formali nel Regno Unito e in Svizzera ma gestite direttamente da Rapallo. I prodotti energetici acquistati in altri Paesi europei venivano introdotti sul territorio nazionale mediante documentazione contraffatta per nasconderne la reale destinazione e natura, rifornendo direttamente gli acquirenti finali in totale evasione d’imposta.
A conclusione degli accertamenti, che hanno visto la collaborazione delle autorità fiscali di diversi Stati europei, l’autorità giudiziaria ha disposto misure cautelari dell’obbligo di firma per i tre principali indagati, tra cui figura un professionista ligure impegnato nella gestione operativa del gruppo. Contestualmente, è stato emesso un provvedimento di sequestro preventivo finalizzato alla confisca dei beni e delle disponibilità finanziarie riconducibili alle società coinvolte.










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